L'esperienza Smart Future

 La nostra scuola ha avuto l’onore di essere stata selezionata tra le 25 Istituzioni scolastiche sperimentatrici, nella primissima fase dell’esperienza Smart-Future di Samsung.

L’impatto sulla didattica è stato subito molto forte e ha permesso a noi docenti sperimentatori di confrontarci con nuove metodologie, legate all’utilizzo della tecnologia in classe. In un ambito di ricerca-azione si è creato un forte legame tra docenti sperimentatori, Università e Samsung1.

Alle scuole non è stata affidata soltanto una dotazione molto ricca di device tecnologici (21 tablet, un’eboard multi-touch, un server di rete, un notebook ed una stampante multifunzione), ma anche un solido supporto metodologico, atto a sfruttare tutte le potenzialità che la tecnologia offre all’azione didattica.

La metodologia EAS (Episodi di Apprendimento Situato)2 è stata proposta dall’Università come “fil rouge” del lavoro didattico svolto in classe e per creare una comunità professionale tra noi docenti sperimentatori la circolazione, la condivisione di idee e di risultati ha rappresentato un valore aggiunto, fondamentale al buon esito dell’esperienza.

Da parte di Samsung vi è sempre stato un atteggiamento di ascolto verso le scuole “pilota” e di attenzione nei confronti degli esiti dei monitoraggi, anche di fronte ai problemi di natura tecnica sorti nel corso del primo anno.

Grazie alla presenza costante del Prof. Rivoltella e della sua equipe è stato possibile non solo avere un fondamentale punto di riferimento per l’ambito didattico-metodologico, ma anche consentire un rapporto efficace e produttivo fra le Istituzioni scolastiche e un “gigante” tecnologico come Samsung, orientato al mercato consumatori si è aperto alla comunicazione con il settore educativo.

Dopo un primissimo momento di timore e disorientamento di fronte alla novità, i docenti hanno intrapreso un percorso di approfondimento rispetto all’utilizzo della tecnologia nella prassi didattica quotidiana, mettendo in atto azioni mirate ad un deciso cambiamento di paradigma rispetto alle consuete prassi, generando altresì nuove “abitudini” e buone pratiche. I cambiamenti hanno riguardato anche un ripensamento degli spazi della classe, che, improvvisamente, diventava più ampia rispetto allo spazio-tempo fisico e dove i docenti non rappresentano più l’unico punto di confronto per lo studente. Gli itinerari proposti risultano flessibili, legati alle “necessità” del momento o del singolo studente grazie al lavoro di regia che il docente assume.

La presenza e l’utilizzo dei device ha generato ovviamente entusiasmo nei ragazzi e ha visto una generale approvazione delle loro famiglie. Gli studenti hanno potuto condurre una serie di esperienze che difficilmente si possono vivere nella scuola, diventando sempre più consapevoli sia delle potenzialità sia delle grandi responsabilità che derivano dall’utilizzo di tali mezzi. Compito importante dei docenti è stato quello di traghettare i propri alunni, “nativi digitali”, verso un uso via via sempre più consapevole dei media digitali.

La metodologia laboratoriale come prassi quotidiana, la possibilità di espandere le proprie esperienze, la ri-scoperta della forza del gruppo nelle attività cooperative, unite ad un uso responsabile e mirato della tecnologia, hanno portato ad un cambiamento sostanziale per tutti gli attori coinvolti. La riflessione meta-cognitiva, la capacità di ricostruire le conoscenze e l’affinamento delle capacità espositive sono estremamente facilitate dalla tecnologia, che rimane comunque un mezzo e non un fine: la presenza di un robusto impianto metodologico è una necessità ineludibile per non cadere in un arido tecnicismo.

E’ vero infatti che la tecnologia invecchia molto velocemente e, da sola, non è sufficiente a rendere l’azione didattica di per sé efficace e strutturante. Ben venga dunque una continua attenzione agli aspetti metodologici e un’azione improntata alla ricerca “continua”, fatta di esplorazione di nuove strade e buone pratiche.

1 Per approfondire rimandiamo al testo Rivoltella P.C. (a cura di) Smart Future. Didattica, media digitali e inclusione, Franco Angeli, Milano, 2014 che documenta il progetto e i risultati del primo anno di lavoro

2 Rivoltella P.C. Fare didattica con gli EAS. Episodi di Apprendimento Situati, La Scuola, Brescia 2013

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